Landscapes

Agli “uomini pensanti”che  studiano, meditano, criticano, rielaborano, si interessano, si arrabbiano, propongono e progettano.

Studenti, architetti, progettisti.

Le ricerche di “nuove letture paesaggistiche” in ambito urbano, effettuate all’interno del corso universitario di “Analisi e progetto del giardino contemporaneoe di Storia e progetto del giardino Contemporaneo  della Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano affermano e sottolineano la centralità dell’uomo nel progetto di spazio pubblico a cielo aperto.

Docente|Raffaella Colombo Architetto Paesaggista

http://archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/06/

TUTTA_ALTRA_MILANO_co_7_100506016.shtml

5 GIOVANI IDEE PER LA CITTÀ . TUTTA UN’ ALTRA MILANO. STUDENTI DI ARCHITETTURA: PIAZZE E PARCHI È ORA DI RIDISEGNARE IL CENTRO STORICO

Dedicato a chi sta cercando un manifesto dei giovani di Milano: «L’ esigenza di una città diversa da quella in cui si vive deve essere ascoltata e deve avere la possibilità di realizzarsi». Perché i sogni di questi ragazzi sono progetti adulti, ambiziosi, ipotesi concrete: 130 studenti della Facoltà di architettura civile del Politecnico, gli allievi della professoressa Raffaella Colombo (il corso è «Analisi del giardino contemporaneo»), hanno interpretato 60 «microspazi» del centro storico e disegnato una città diversa da quella che «non va», che non li interpella. Perdonateli, se vi sembrano impazienti: sono soltanto entusiasti, si sono fatti avanti loro. Hanno scomodato la filosofia di Platone e studiato Le città invisibili di Calvino, scoprendo il molto che non hanno avuto e vorrebbero avere: verde continuo e architetture vive, per cittadini svegli, internet senza fili e video-wall interattivi alle Colonne di San Lorenzo (vedi sotto), campi da basket e panchine al posto dei parcheggi, fontane e musica, da via Torino a San Babila. Una città ripensata dai figli degli anni ‘ 90, per i cittadini del dopo Expo: «Sono studenti che suggeriscono idee alla politica e sperano in un segnale di attenzione». L’ assessore Alan Rizzi li ha incontrati ieri al Campus Bovisa: «Li coinvolgerò nella trasformazione dei nuovi quartieri per la movida». Un team di futuri architetti gli ha indicato i giardini di viale Milton, in faccia alla Triennale: «Sono ideali». Nessuno, prima, ci aveva pensato. Armando Stella RIPRODUZIONE RISERVATA 1. ZONA MERAVIGLI Panchine, luci e fontane nel percorso del relax Panchine e giochi d’ acqua, percorsi pedonali alberati, tappeti elastici per i bambini (il settore «jumps playing») e illuminazione scenografica notturna. Fabio Baldo, Carlo Cattò e Francesco Masala hanno ridisegnato l’ ambito di Santa Maria alla Porta, piazza Pietro e Lino Santi e via Porlezza, lo scorcio di centro storico tra la Milano imperiale e la città della finanza, tra via Meravigli e piazza Affari. «Gli elementi percettivi continui – scrivono nella presentazione del progetto – costituiscono un nuovo telaio per l’ immagine urbana». Parola chiave: relax 2. VIA TORINO La discoteca nel vicolo e i giardini verticali Musica, giardini verticali e sport: una discoteca all’ aperto, in vicolo della Pusterla, un’ enorme parete verde per spezzare la continuità di via Torino e dare respiro all’ asse commerciale del centro e un campo da pallavolo in via degli Arcimboldi. Valeria Matteri, Elisa Strippoli, Francesca Colombo e Priscilla Caballero rivoluzionano questo «microspazio» applicando a Milano modelli urbanistici già sperimentati all’ estero, da Washington a Barcellona. Da notare le terrazze a forma di nido sopraelevate su via Torino: «Così valorizziamo la sosta» 4. CORSO VITTORIO EMANUELE Video, iPod e design: il Salotto è tecnologico La Galleria di corso Vittorio Emanuele, lo spazio pubblico aperto tra gli edifici progettati dallo studio BBPR, diventa una sala con musica diffusa, lettori mp3 e schermi a Led. E ancora: installazioni luminose con la fibra ottica, panchine di design in largo Corsia dei Servi e un «Pocket park» di fronte all’ ex cinema Excelsior. La tecnologia è il filo rosso che ricuce il progetto di Claudio Bambagioni e Chiara Storino: «Un percorso continuo, un flusso, guida fisicamente le persone nei diversi ambienti». La rivoluzione è anzitutto sensoriale: «Sono stimolate percezioni tattili, visuali e uditive» 5. PIAZZA QUASIMODO Basket e arrampicate per combattere lo stress Immaginate un campo da basket al centro di piazza Salvatore Quasimodo: basta rubare spazio alle auto parcheggiate e limitare l’ aggressione del traffico. La facciata cieca del palazzo in via San Vito 10 potrebbe essere trasformata in una parete per il free climbing e i giardinetti spogli poco distanti potrebbero ospitare un’ arena civica. Le studentesse Marzia Lorini, Giulia Mariani e Amanda Molinelli hanno progettato una Milano del «movimento» e dell’ «interazione»: sport e dialogo contro lo stress e un uso «terapeutico» dei colori 3. CORSO DI PORTA TICINESE

Stella Armando

Pagina 4 (6 maggio 2010) – Corriere della Sera

“…Per altro, in un contesto di diffusione insediativa e di crescente antropizzazione del territorio…la presenza dell’uomo, con tutto il bagaglio di conoscenza che ciò significa, va collocata non più come interferenza negativa, ma come parte integrante del sistema ambientale in evoluzione….”

(Franco Migliorini)

 
Diller Scofidio High Line, New York 
Jensen, Skodvin  Belvedere, Gudbrandsjuvet Norvegia 

Carlo Scarpa Ingresso IUAV, Venezia

Taylor Cullity Botanic Garden, Cranbourne, Australia
 David Irwin Oriental Bay,Wellington, Nuova Zelanda
 
 

 

Vulcania, Eurpoean Centre of Volcanism, Hans Hollein

Transfert, Francois Roche, France, 1993

 

ReThinking Garden, Raffaella Colombo, Palazzo Marino, Milano, 2004

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